La trasmissione multimediale L'Italia del Gusto ha dedicato alla tratta Susegana-Montebelluna
uno spazio informativo nell'ultima puntata del 2013.
L'iniziativa, presa in accordo con il Cenacolo del Montello e dei Colli Asolani dell'Associazione l'Altratavola 'prepara' la partecipazione al VII Festival Europeo del gusto, che si terrà a Grantorto (Pd), sui temi delle ferrovie dimenticate.
L’idea di ‘fare qualcosa’ per la ferrovia dismessa Susegana-Montebelluna, era stata lanciata nel 2009 dal Cenacolo del Montello de l’Italia del Gusto.
La possibilità di trasformare il percorso in pista ciclabile è una delle opzioni che è stata avanzata da tempo.
All’interno delle manifestazioni di ‘Dolo : I Sapori dell’Altro’, il
Cenacolo del Montello aveva partecipato ad un incontro per presentare il
percorso del gusto e dei sapori, in occasione della Giornata Nazionale
delle Ferrovie Dimenticate (6 marzo).
“Si tratta di un’iniziativa che punta a risvegliare l’interesse dei
cittadini a queste problematiche ambientali, lanciando il classico
sasso nello stagno. Speriamo di sensibilizzare ulteriormente le
istituzioni locali, grazie ad un’intensa campagna di informazione su
questi temi. Verrà infatti realizzato un giornale che verrà distribuito
presso i pubblici esercizi e i ristoranti dell’area montelliana, a cui
sarà chiesto di collaborare attivamente”.
La Ferrovia Montebelluna – Susegana era una linea ferroviaria italiana a doppio binario non elettrificata. Fu costruita ex novo per la sola sezione tra Montebelluna e il Bivio Piave posto sulla Mestre-Udine, in quanto la tratta tra questa località ferroviaria e la stazione di Susegana, avente lo scopo di attraversare il Piave, era in comune con quest’ultima linea.I servizi ferroviari locali erano invece svolti tra Montebelluna e Conegliano.
La ferrovia è stata ufficialmente soppressa con il Decreto del presidente della Repubblica
18 aprile 1984, n. 140.Attualmente la linea risulta armata solo tra
Giavera e il Bivio Piave, tuttavia con la demolizione avvenuta nel 2006 del sovrappasso sulla Statale Pontebbana, posto nelle immediate vicinanze del Bivio Piave, la linea non è più raggiungibile dai treni in nessun modo.
sabato 21 dicembre 2013
La tramvia Montebelluna, Valdobbiadene, Asolo.
Doveva essere la prima fase di un progetto mirante a dotare la pianura dell’Alto Trevigiano di una rete tramviaria lungo l’asse pedemontano da Bassano a Conegliano, ma gli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale costrinsero ad una revisione dell’intero assetto viario della zona ed invece della prevista tramvia fu costruita la ferrovia Montebelluna – Susegana allontanando la possibilità di veder attuato uno sviluppo tramviario verso il Piave.
Difficoltà finanziarie e contrasti politici impedirono alle elettromotrici di raggiungere Bassano. La mancata espansione della rete tramviaria causo, agli inizi degli anni Trenta, la cessazione del servizio, diventato troppo oneroso per i pochi utenti ai quali il tram era destinato. Con le fotografie ed i documenti di cronaca raccolti in questo volume si è cercato di mantener vivo il ricordo di un particolare mezzo di locomozione che molto ha contribuito allo sviluppo economico della Marca Trevigiana.”
Il percorso del gusto lungo l'antico tracciato della tramvia elettrica Montebelluna-Asolo
Il Cenacolo del Montello e dei Colli Asolani dell'Associazione l'Altratavola stà predisponendo
un percorso del gusto lungo il tracciato dell'antica tramvia elettrica Montebelluna-Asolo e Montebelluna-Valdobbiadene.
Il percorso verrà presentato in anteprima nel corso della rassegna informativa Asolo per Vivere, che si terrà a fine gennaio 2014.
Si tratta del secondo intervento sui temi delle ferrovie abbandonate, dopo l'attenzione prestata alla
tratta Susegana-Montebelluna.
un percorso del gusto lungo il tracciato dell'antica tramvia elettrica Montebelluna-Asolo e Montebelluna-Valdobbiadene.
Il percorso verrà presentato in anteprima nel corso della rassegna informativa Asolo per Vivere, che si terrà a fine gennaio 2014.
Si tratta del secondo intervento sui temi delle ferrovie abbandonate, dopo l'attenzione prestata alla
tratta Susegana-Montebelluna.
domenica 1 dicembre 2013
Ferrovia Cosenza-Camigliatello-San Giovanni in Fiore
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Cosenza – San Giovanni in Fiore | |
|---|---|
| Stati attraversati | |
| Apertura | 1916 (Cosenza – Pedace) 1922 (Pedace – S. Pietro in G.) 1931 (S. Pietro in G. – Camigliatello) 1956 (Camigliatello – S. Giovanni in F.) |
| Chiusura | 1997 (Camigliatello - S. Giovanni in F.), in uso solo per treni turistici 2008 (Spezzano - Camigliatello), in uso solo per treni turistici 2010 (Pedace - Spezzano) |
| Gestore | FC |
| Precedenti gestori | MCL (1916-1961) FCL (1961-1989) |
| Scartamento | 950 mm |
| Elettrificazione | no |
| Ferrovie | |
Storia
Il progetto di una ferrovia che collegasse Cosenza al porto di Crotone era stato approntato sin dalla fine del XIX secolo . Presentato dall'ingegnere Ugolini, prospettava la costruzione della "Ferrovia Trans-silana", una linea a trazione elettrica da Cosenza che attraversato l'altopiano della Sila scendeva al porto di Crotone. Erano gli anni in cui la deputazione provinciale di Cosenza premeva presso il governo perché realizzasse il collegamento già previsto dalla Legge Baccarini per Nocera Terinese (sulla "Tirrenica") e la Spezzano-Lagonegro per il collegamento a nord verso Napoli. Ma le cose andarono per le lunghe in conseguenza di dispute tra Comuni, privati, altri enti e non ultima la Mediterranea (ancora impegnata nel completamento della Tirrenica). Si dovette aspettare il 26 gennaio 1911 perché la "Mediterranea", divenuta "Mediterranea Calabro Lucane" (MCL), ottenute le concessioni con legge n. 135/1911 iniziasse a svolgere il suo programma (definito da molti "faraonico" per la sua estensione). Solo alla fine degli anni venti, comunque, vennero iniziati i lavori e nel 1932 la ferrovia era realizzata solo per metà e con due sezioni tra loro staccate; in seguito lo sviluppo del trasporto di persone su strada fece scemare l'interesse per il suo completamento. Del progetto era stato realizzato il tratto Crotone – Petilia Policastro che rimase in esercizio fino ad agosto 1972.Nel 1952 sembrò rinascere l'interesse per l'opera: venne redatto un progetto dettagliato di costruzione del tratto mancante di 38 km da San Giovanni in Fiore a Petilia Policastro che avrebbe realizzato finalmente il collegamento con il mare ed il porto di Crotone ma rimase sulla carta dato che nonostante il porto avesse costituito un importante elemento di trasporto del pino silano e del faggio, il traffico era crollato a causa del disboscamento indiscriminato del patrimonio boschivo.[4]
L'ultima tratta, da Camigliatello Silano a San Giovanni in Fiore, venne comunque inaugurata il 6 maggio 1956.
Il servizio ferroviario, nel 2011, è limitato a Pedace.
Caratteristiche
La linea ha tutte le caratteristiche di una ferrovia di montagna, a scartamento ridotto di 950 mm, con lunghe livellette con pendenze fino al 60 per mille ad aderenza naturale e curve di 100 m di raggio minimo. A differenza di altre linee calabresi delle ex FCL non ha invece tratte a cremagliera. Il percorso iniziale di 7 km fino a Pedace è in comune con la Ferrovia Cosenza-Catanzaro Lido. Erano state costruite 24 tra stazioni e fermate alla distanza media di 3,2 km. La velocità commerciale era di 30 km/h. Il servizio svolto agli inizi con trazione a vapore fu poi velocizzato con l'introduzione di automotrici.Le maggiori opere d'ingegneria
La Cosenza - San Giovanni in Fiore rappresenta uno dei massimi esempi ancora esistenti di ingegneria ferroviaria in Italia. Di fatti la linea, partendo da Cosenza, situata nella valle del Crati a 232 metri s.l.m., raggiunge il picco a San Nicola Silvana Mansio, posta a quota 1405 (tetto ferroviario d'Italia), per poi ridiscendere a San Giovanni in Fiore, quota 1049. Per superare tanto dislivello di oltre 1000 metri, la ferrovia si avvalse di soluzioni ingegneristiche al limite delle possibilità dell'epoca. Vanno annoverate tra queste:- L'elicoidale posto poco dopo la stazione di Casole - Trenta, che permetteva di raggiungere la stazione di Pedace - Serrapedace, posta ad un'altimetria di quasi 100 metri superiore rispetto alla precedente.
- Il viadotto in curva posto all'uscita della stazione di San Pietro in Guarano, dominante il paese e l'intera vallata è uno degli scorci paesaggistici più belli che la linea offriva, quando era in servizio interamente, con uno sguardo amplificato su tutta l'area di Rende/Cosenza.
- Tra Redipiano e Santo Janni, e poi da Santo Janni a Fondente, vennero realizzate due livellette ad aderenza naturale della pendenza massima del 60 per mille che richiesero, nelle stazioni di Santo Janni e Redipiano binari di salvamento in contropendenza, affogati nella sabbia e nel terriccio, con i deviatoi normalmente disposti verso di essi per ovvie ragioni di sicurezza.
- Poco dopo Camigliatello Silano, un lungo viadotto con leggera conformazione ad S, vagamente sullo stile del famoso Viadotto di Caprareccia della Ferrovia Spoleto-Norcia, oggi per metà immerso tra i secolari alberi della Sila. Il viadotto era uno dei più lunghi della linea, ed è ancora visibile dalla Strada Statale 107.
La Cooperativa Biosphaera è stata invitata al VII Festival Europeo del Gusto a Grantorto (Pd).
La Cooperativa Biosphaera è stata invitata al VII Festival Europeo del Gusto a Grantorto (Pd).

Biosphaera è una società cooperativa che offre servizi legati all'ambiente naturale
Biosphaera è una società cooperativa che offre servizi legati all'ambiente naturale
- Promuovere e contribuire a tutte le iniziative che possano rendersi
necessarie per la tutela, la valorizzazione e la conservazione del
territorio e dei beni ambientali, siano essi di interesse naturalistico
che storico-archeologico e culturale
- Contribuire alla tutela, alla valorizzazione e alla conoscenza del
territorio nel suo insieme (naturalistico e culturale) tramite la
realizzazione e/o la corretta gestione di aree di interesse e strutture,
la fornitura di consulenze, la realizzazione di studi e ricerche di
carattere naturalistico e culturale
- Promuovere l’informazione, la divulgazione e l’educazione sulle
tematiche ambientali, naturalistiche e culturali attraverso, per
esempio, l’allestimento di mostre, sentieri, percorsi o aree didattiche,
guida e accompagnamento alla conoscenza diretta del territorio,
organizzazione e partecipazione a convegni e dibattiti, interventi nelle
scuole di ogni ordine e grado, realizzazione di campagne informative e
di sensibilizzazione
- Contribuire all’accrescimento del patrimonio di conoscenza
scientifica attraverso progetti di studio e di ricerca anche in
collaborazione con enti pubblici e privati, musei, università, istituti,
associazioni, fondazioni
Consiglio di amministrazione
| Presidente | dott. Ferretto Michele |
| Vicepresidente | dott. Corradi Luca |
| consigliere | dott. Borgarelli Emma |
| consigliere | dott. Marchiori Massimo |
| consigliere | dott. Wilmshoefer Oliver |
La Transdolomitica torna di attualità. L’idea di programmare la costruzione del corridoio ferroviario che colleghi le Alpi Svizzere con le Dolomiti
Verrà analizzato in occasione del convegno che Transdolomites organizza al MUSE giovedì 5 dicembre alle ore 14.30.
In occasione di questo evento verrà promosso un annullo postale che promuoverà l’idea della nuova ferrovia Trento-Penia di Canazei.
L’Ufficio Filatelico di Poste Trento sarà presente con un proprio tavolo nel pomeriggio del 5 dicembre nell’atrio del MUSE per timbrare le cartoline dedicate alla nuova ferrovia . Queste saranno affrancate con il francollo dedicato al viadotto dell’Albula della Ferrovia Retica.
Il loro prezzo è di € 2,00 compresa l’affrancatura.
L'Associazione Transdolomites è stata invitata a partecipare al VII Festival Europeo del Gusto di Grantorto (Pd).
L'Associazione Transdolomites è stata invitata a partecipare al VII Festival Europeo del Gusto di Grantorto (Pd).
L’associazione Transdolomites si è costituita a Pozza di Fassa il 30 giugno 2006. Essa è il risultato di un percorso durato alcuni anni caratterizzato da convegni dedicati ai temi della mobilità ed energia sostenibile che ebbero sede in Val di Fassa. L’idea e la volontà di coinvolgere sempre più attivamente la val di Fassa, Fiemme e successivamente Cembra a partecipare al proponimento e organizzazione di questi eventi anche su scala internazionale, nonchè tradurre in progettii temi in essi affrontati fu lo stimolo che condusse alla creazione dell’associazione Transdolomites.
A rappresentare il primo Direttivo furono eletti Christine Pezzei, Massimo Girardi , nominato poi Presidente e Stefano Ghetta. Stefano Weiss venne invece aletto come Revisore dei conti.
Scopo di Transdolomites sono la promozione delle tematiche inerenti la mobilità ed il turismo sostenibile nelle valli di Fassa, Fiemme e Cembra in particolare attraverso l’organizzazione e la sponsorizzazione di convegni, ricerche e studi sulle forme alternative di trasporto in ambiente alpino, il miglioramento della qualità della vita. la condivisione degli obiettivi previsti dalla convenzione delle alpi.
Non ha scopo di lucro, è apartitica, esente da qualsiasi discriminazione etnico, religioso, razziale , sessista o simile.
Ha sede c/o Christine Pezzei, Camping Vidor, Strada Ruf de Ruacia, 19, I-38036 Pozza di Fassa TN.

L’associazione Transdolomites si è costituita a Pozza di Fassa il 30 giugno 2006. Essa è il risultato di un percorso durato alcuni anni caratterizzato da convegni dedicati ai temi della mobilità ed energia sostenibile che ebbero sede in Val di Fassa. L’idea e la volontà di coinvolgere sempre più attivamente la val di Fassa, Fiemme e successivamente Cembra a partecipare al proponimento e organizzazione di questi eventi anche su scala internazionale, nonchè tradurre in progettii temi in essi affrontati fu lo stimolo che condusse alla creazione dell’associazione Transdolomites.
A rappresentare il primo Direttivo furono eletti Christine Pezzei, Massimo Girardi , nominato poi Presidente e Stefano Ghetta. Stefano Weiss venne invece aletto come Revisore dei conti.
Scopo di Transdolomites sono la promozione delle tematiche inerenti la mobilità ed il turismo sostenibile nelle valli di Fassa, Fiemme e Cembra in particolare attraverso l’organizzazione e la sponsorizzazione di convegni, ricerche e studi sulle forme alternative di trasporto in ambiente alpino, il miglioramento della qualità della vita. la condivisione degli obiettivi previsti dalla convenzione delle alpi.
Non ha scopo di lucro, è apartitica, esente da qualsiasi discriminazione etnico, religioso, razziale , sessista o simile.
Ha sede c/o Christine Pezzei, Camping Vidor, Strada Ruf de Ruacia, 19, I-38036 Pozza di Fassa TN.
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